Omelie - Il Vangelo della domenica
a cura di Goffredo Boselli
Vita Pastorale (n. 1/2026)
ANNO A - 6 gennaio 2026
Epifania del Signore
Isaia 60,1-6 • Salmo 71 • Efesini 3,2-3a.5-6 • Matteo 2,1-12
(Visualizza i brani delle Letture)
Epifania del Signore
Isaia 60,1-6 • Salmo 71 • Efesini 3,2-3a.5-6 • Matteo 2,1-12
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LA STELLA E I PROFETI
Oggi celebriamo uno straordinario incontro in una piccola città della Giudea tra alcuni sapienti venuti da lontano e uno sconosciuto bambino. Celebriamo un incontro desiderato con cura, pazientemente contemplato nell'abisso stellato e faticosamente ricercato lungo i sentieri terreni. Al termine di un lungo cammino, la prostrazione silenziosa e la triplice offerta ci permettono di contemplare l'epifania, la rivelazione del grande mistero dell'incarnazione di Dio a tutti i popoli. Fin dalla creazione del mondo, Dio ha dato a tutti i popoli un appuntamento in un luogo e un tempo precisi. Ma affinché l'incontro avvenga, i partecipanti devono essere informati sia della data che del luogo.
Mondi completamente estranei tra loro - il mondo pagano e il mondo ebraico - devono incontrarsi affinché la rivelazione di Dio avvenga. I magi conoscono il momento dell'incontro solo attraverso l'apparizione di una stella; gli ebrei conoscono il luogo, Betlemme di Giudea, solo attraverso i profeti. La stella gli uni, le Scritture profetiche gli altri.
I Magi venivano da lontano, da oriente, dalla terra dove nasce il sole, dalla terra di Abramo nostro padre, al quale Dio, per la sua fede, aveva promesso una discendenza numerosa come le stelle del cielo. Erano grandi sapienti e nel cielo videro una stella, segno di un evento cosmico. Avevano forse letto negli scritti più antichi, la Torah, la storia di Balaam, il profeta pagano che aveva annunciato che una stella sarebbe sorta in Israele, un re che avrebbe governato molti popoli (Nm 24,7).
Dio sembra compiacersi di confondere i confini e invertire i ruoli. Come mai il popolo dei profeti, il popolo dell'Alleanza conosce solo il luogo e nulla del tempo? Come mai questo momento storico viene rivelato alle genti? La sapienza dei saggi si fa messaggera della storia senza sapere dove si svolge, mentre la parola profetica indica il luogo della nascita del Messia senza sapere quando avverrà. Così, nessuno può riconoscere il Re-Messia e il Dio-Bambino senza che la sapienza delle genti incontri le Scritture ebraiche, tanto intrecciati sono i ruoli in questa storia di salvezza, che riguarda indissolubilmente Israele e le genti.
Dio ha dato appuntamento, ma l'indicazione del luogo e del tempo non basta perché un incontro abbia effettivamente luogo; bisogna anche mettersi in cammino, ed è qui che avviene una sconvolgente contorsione del racconto. Alla vista della stella, i Magi partirono dalle loro terre e giunti a Gerusalemme, appena ricevute le indicazioni per il luogo, vi si recarono in fretta, mentre nessuno dalla città santa si recò a Betlemme. Erode, preoccupato, si informò sul tempo in cui era apparsa loro la stella e nel cuore già preparava la strage degli innocenti.
La scena dell'adorazione dei Magi è permeata di gravità: processione, prostrazione e offerta in un silenzio reverente. Nessun angelo qui proclama la gloria di Dio. Il Vangelo menziona semplicemente che una gioia grandissima riempì i loro cuori, non alla vista del bambino, ma alla vista della stella. L'incontro tra la sapienza umana e la parola dei profeti li riempie di felicità. Vedendo il bambino con Maria sua madre, in questo luogo designato dalla voce dei profeti, in questo giorno attestato dalla voce del cosmo, i Magi si prostrano e offrono i loro doni.
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