Battesimo del Signore (A)




Omelie - Il Vangelo della domenica
a cura di Goffredo Boselli
Vita Pastorale (n. 1/2026)


ANNO A - 11 gennaio 2026
Battesimo del Signore

Isaia 42,1-4.6-7 • Salmo 28 • Atti 10,34-38 • Matteo 3,13-17
(Visualizza i brani delle Letture)


L'AMATO

Per Gesù, il battesimo ricevuto da Giovanni fu un momento di profonda consapevolezza di sé, come oggetto dell'amore travolgente di Dio. Era pervaso da un senso di assoluta gioia di Dio nella sua stessa esistenza.
Nell'In principio della creazione «lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque», Dio vede la bontà delle opere da lui create, così l'amore e la bontà che hanno segnato l'inizio dell'opera creatrice di Dio già annunciano la proclamazione di Gesù come unto del Signore. Nelle acque del battesimo Gesù incontra la gioia di Dio, il compiacimento di Dio. Non c'è traccia di dovere o comando, ma solo una confessione, un'epifania di amore:«Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Occorre sempre ricordare che nei Vangeli di Marco e Luca è Gesù che ascolta rivolta a lui la voce del Padre: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». In Matteo, invece, è una designazione: «Questi è il Figlio mio, l'amato...», nei sinottici dunque la parola del Padre è rivolta a Gesù tanto quanto ai lettori, a dire all'uno e agli altri che, fin dal momento del battesimo, un travolgente senso di amore fu il fondamento della vita di Gesù e la forza guida del suo ministero pubblico. Il battesimo riguarda l'essere amati. «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi» (Gv 15,9), a dire che la capacità di amare di Gesù è l'esito del suo essere amato dal Padre. Giovanni estenderà questa verità a tutti i credenti: «Noi amiamo perché Dio ci ha amati per primo» (1Gv 4,19).
Sì, il battesimo è un'esperienza di amore, è consapevolezza di essere amati da Dio in modo prodigo, appassionato. Cristo per primo e i cristiani dopo di lui e come lui sono battezzati, immersi nell'amore del Padre tanto quanto sono immersi nell'acqua. Per questo, il battesimo è l'atto rituale della Chiesa attraverso il quale il Padre parla al cuore di tutti i suoi figli con le parole udite dal Figlio al Giordano: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». La parola di amore del Padre costituisce il nostro essere suoi figli, l'essere amati è la sostanza della nostra fede, così che credere significa confessare: «Noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi. Dio è amore» (1Gv 4,16), ecco il frutto del battesimo.
Una religione basata sul dovere e sull'obbligo; una religione che ci invita a un continuo giudizio su noi stessi; una religione che ci spinge a giudicare gli altri è molto più confortevole per molti di noi di una fede fondata sull'amore liberatorio che annulla il giudizio a favore della compassione.
Ma l'amore non è dato senza un prezzo, un caro prezzo. «Finché saremo sulla terra», ha scritto Thomas Merton, «l'amore che ci unisce porterà sofferenza al solo contatto reciproco. Per questo motivo, l'amore è un ricomporre ossa rotte». Nel battesimo agisce il potere dell'amore nel ricomporre un corpo di ossa rotte, il corpo della Chiesa simile a un immenso corpo cosmico di cui Cristo è il capo e noi le membra. Questo corpo, animato dall'amore, include l'intera umanità che è stata abbracciata e amata da Dio fin dal principio. Per sua grazia, ci apriamo all'incarnazione di quell'amore dentro di noi, affinché l'interocorpo dell'umanità possa essere reso di nuovo uno in Cristo.


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