Quaresima (B) - 2024



Parola che si fa vita


Commenti e Testimonianze sulla Parola (da Camminare insieme)



1a domenica di Quaresima (B) (18 febbraio 2024)
Il tempio è compiuto e il regno di Dio è vicino (Mc 1,15)

2a domenica di Quaresima (B) (25 febbraio 2024)
Le sue vesti divennero splendenti (Mc 9,3)

3a domenica di Quaresima (B) (3 marzo 2024)
Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo (Gv 2,25)

4a domenica di Quaresima (B) (10 marzo 2024)
Chi fa la verità viene verso la luce (Gv 3,31)

5a domenica di Quaresima (B) (17 marzo 2024)
Signore, vogliamo vedere Gesù (Gv 12,21)

Domenica delle Palme (B) (24 marzo 2024)
Davvero quest'uomo era figlio di Dio! (Mc 15,39)


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1a domenica di Quaresima (B) (18 febbraio 2024)
Il tempio è compiuto e il regno di Dio è vicino (Mc 1,15)

Nel breve brano del vangelo odierno viene presentata l'attività di Gesù, che ha inizio dopo l'arresto di Giovanni il Battista. esù inizia il suo ministero pubblico non in Giudea, né a Gerusalemme, né tanto meno nel tempio, ma nella Galilea, una zona che non è ben vista dai pii e benpensanti giudei. La sua attività è un annuncio, che ha come contenuto il vangelo di Dio.
Sappiamo che il vangelo ha la "pretesa" di essere una notizia che cambia l'esistenza. Purtroppo tante volte, troppe, noi che ascoltiamo il Vangelo non mostriamo nessuna vita cambiata. Quindi l'annuncio del Vangelo viene smentito dalla nostra esistenza. Ancora una volta allora è bene mettersi in ascolto attento. Con l'annuncio di Gesù si è in un tempo di pienezza. Non è più il tempo della sfortuna, della tristezza, della sofferenza, ma è il tempo della salvezza: un ambito vivo, intenso, partecipato, caldo, creativo. Per questo è richiesta la conversione, un cambiamento di mentalità. Significa attuare un innalzamento del proprio punto di vista sapendo, per esperienza, che quando si innalza lo sguardo è allora che la vita prende le ali.
Per il cristiano il tempo non è un insieme indistinto che scorre senza variazioni, in modo monotono, ma è il luogo in cui Dio "fa grazia", è occasione di salvezza che deve essere afferrata appena si presenta. "Il regno di Dio è vicino", cioè "Dio è qui, sta intervenendo e vuol far sentire il suo amore nella storia". Dio prende nelle sue mani le sorti degli uomini per liberarli da tutto ciò che rovina la loro esistenza, a cominciare dal peccato. La sua prossimità manifesta la sua attenzione, il suo amore verso di noi. A ciascuno l'invito a tenere gli occhi e il cuore aperti per farne esperienza.

Testimonianza di Parola vissuta

QUANDO IL RAPPORTO È DIFFICILE

Ogni giorno le prime persone che salutavo su posto di lavoro, e risalutavo nel rientro a casa, erano la portinaia dello stabile e sua figlia. Salutavo sempre io per primo, memore che ciò che faccio agli altri, anche un piccolo gesto di cortesia, lo faccio a Gesù in loro. Purtroppo, il più delle volte, non ricevevo risposta. Un giorno, anzi, ho avuto un brusco richiamo da una di loro due, perché senza accorgermene avevo fatto gocciolare nell'atrio del palazzo l'acqua dall'ombrello bagnato (pioveva quel giorno).
Ogni volta che instauro un rapporto, specialmente se la cosa non risulta facile o per i limiti miei per quelli altrui, chiedo aiuto a Gesù per mettermi nelle condizioni favorevoli ad aprire un dialogo. Anche quella volta è andata così. La risposta: ad un certo momento la portinaia ha avuto bisogno di un servizio che in quel momento io solo potevo farle e per il quale mi sono adoperato con gioia. Da quel giorno si è instaurato con madre e figlia un rapporto diverso, con reciproci scambi di gentilezze.

C. – Italia

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2a domenica di Quaresima (B)> (25 febbraio 2024)
Le sue vesti divennero splendenti (Mc 9,3)

Nel vangelo della seconda domenica di quaresima, appuntamento fisso è il racconto della Trasfigurazione. Esso vuole mostrarci come ogni credente non solo è diretto sulla strada verso il Golgota, ma anche sulla via della risurrezione.
Gesù ha da poco annunciato agli amici la sua passione, morte e risurrezione. Questa comunicazione sbilancia gli equilibri del gruppo dei discepoli. Per riequilibrare gli scompensi degli apostoli all'annuncio della sua morte, Gesù ne porta tre su un monte alto e si trasfigura davanti a loro. Cristo partecipa dello sfolgorare della divinità e gli occhi degli apostoli si affacciano, sia pure per un istante, sul mistero nascosto sotto la fisionomia storica di Gesù. Espressione esterna di questo evento indicibile sono le vesti di Gesù stesso, che diventano bianchissime, splendenti.
Nell'antichità i vestiti sono il segno dell'identità personale; da essi si distingueva subito il ricco dal povero, il possidente dal nulla-tenente. Per evidenziare la condizione "altra" di Gesù addirittura si aggiunge la nota sullo splendore delle sue vesti, che non dipende da nessuna operazione di pulitura: "nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche". Il bianco è il colore dell'area divina tant'è vero che anche l'Apocalisse presenterà gli eletti rivestiti di vesti candide, perché partecipi della comunione con Dio.
Da quel momento gli apostoli hanno negli occhi quella luce "splendente" e negli orecchi quella voce: è come avere una lampada segreta che non elimina la notte, le perplessità, le esitazioni, le difficoltà, ma che consenta di continuare a cercare, a camminare, ad attendere. Lungo questo cammino non siamo soli: il Risorto è con noi. Lo fa con i sacramenti; lo fa con la sua Parola, che noi possiamo ascoltare e mettere in pratica.

Testimonianza di Parola vissuta

LA FIGLIA AUTISTICA

Nostra figlia, arrivata dopo due ragazzi meravigliosi, aveva poco più di un anno quando ci siamo resi conto che era autistica. È stato un fulmine a ciel sereno che all'inizio ci ha lasciato disorientati e ha messo alla prova la nostra fede. Poi lentamente, con l'aiuto di specialisti, ma soprattutto fidandoci di Dio, abbiamo accettato la situazione.
Le attenzioni dovute a nostra figlia, coinvolgendoci tutti, hanno migliorato il rapporto anche con gli altri figli, diventati a loro volta stimolatori e aiuti per la sorellina.
Quello che ci aveva spaventati come una disgrazia è diventato sorgente di novità per la nostra famiglia.

B.S. – Repubblica Ceca

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3a domenica di Quaresima (B) (3 marzo 2024)
Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo (Gv 2,25)

Il vangelo di Giovanni è l'unico a riportare l'episodio della contestazione nei confronti del tempio da parte di Gesù all'inizio della narrazione invece che alla fine, cioè durante la sua attività a Gerusalemme. L'episodio viene contestualizzato nell'imminenza della Pasqua. Questa è la prima delle tre, corrispondenti ad altrettanti anni, in cui si svolge la missione di Gesù.
Egli salendo a Gerusalemme per la festa, come ogni pio giudeo si reca al tempio e resta impressionato dal tumulto della gente, che vendeva e comprava gli animali per i sacrifici. Questa confusione disturba Gesù, che non si presenta principalmente come un contestatore del tempio, ma non può ammettere che il luogo deputato all'incontro con Dio accolga attività commerciali ed economiche. Quel giorno Gesù sapeva bene che avrebbe provocato un terribile trambusto. E che prima o poi gliel'avrebbero fatta pagare. Eppure non ha rinunciato a intervenire con forza e determinazione.
Egli non approva la strana alleanza tra l'altare e il denaro, che finisce per sporcare l'immagine di Dio. Gesù sa che Dio è libero e il suo amore è del tutto gratuito. E chi vuole entrare in comunione con Lui ha una sola strada da percorrere: vivere secondo il suo vangelo, offrire se stesso nella liturgia quotidiana dell'esistenza. Perché il rapporto con Dio è solo cuore a cuore, vita a vita. Il cuore di Dio e il nostro cuore. È da qui che sale la vera preghiera. Per questo è importante custodire un cuore puro, perché da esso nascono scelte e decisioni, che dicono la nostra appartenenza a Cristo. Gesù infatti ci ha ricordato: ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore… e ama il prossimo come te stesso.

Testimonianza di Parola vissuta

UN'ECONOMIA CHE TIENE CONTO DELL'ALTRO

Avevo incontrato R. dopo molti anni. Con stupore, sentivo l'amico attribuire a me il successo del suo studio di architettura; successo dovuto a un mio intervento, in un congresso, basato su una visione dell'economia che tiene conto dell'altro non in quanto elemento produttivo, ma bensì polo di dialogo che sta alla base di ogni sviluppo.
Applicare certi principi fuori da ogni logica economica poteva costituire un rischio, ma lui mi aveva creduto e con i dipendenti aveva instaurato un rapporto di collaborazione tale da permettere all'azienda di superare i momenti più difficili, quando tutti, piuttosto che cerca un altro lavoro, erano rimasti compatti.
A sentire l'amico, i risultati migliori s'erano avuti addirittura durante una grande crisi economica del Paese. R. Era commosso quando me li raccontava; e aggiungeva che essi avevano causato in lui una rinnovata fede nel "Date e vi sarà dato" di Gesù e una visione nuova della vita.

T.R. – Repubblica Ceca

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4a domenica di Quaresima (B) (10 marzo 2024)
Chi fa la verità viene verso la luce (Gv 3,31)

La liturgia della Parola presenta uno stralcio del famoso dialogo, riportato solo nel quarto vangelo, tra Gesù e Nicodemo. Se nella prima parte Gesù aveva parlato delle cose della terra, adesso comunica quelle del cielo, annunciando la figura del Figlio dell'uomo. È noto che Giovanni ama tratteggiare il mistero della Pasqua del Cristo con l'immagine simbolica dell'elevazione, dell'innalzamento, dell'esaltazione. La croce di Cristo eretta sul Golgota ha il suo vertice nei cieli. La croce elevata è quasi il polo di attrazione della fede del credente ed è la sorgente della salvezza. Davanti alla croce di Cristo si decide il destino dell'uomo e si produce la grande divisione che separa la storia. Da una parte il mondo che non crede ed è condannato; dall'altra il mondo che crede ed è salvato: la "luce", le "opere fatte in Dio", coloro che "operano la verità e vengono alla luce". Davanti alla croce dobbiamo compiere anche noi la nostra scelta.
La Quaresima, riproponendoci la croce di Cristo nella sua nudità, ci invita a ritrovare la sostanza del messaggio cristiano: "Noi predichiamo Cristo crocifisso, potenza e sapienza di Dio" (1Cor 1,23-24). E noi siamo invitati ad assumere Cristo come verità della nostra vita. In fondo l'obiettivo vero della Quaresima è proprio questo. Non uno sforzo di penitenza, di pratiche ascetiche per "scontare" il male commesso. Neppure giungere alla lucida coscienza dei nostri peccati. Ma la riscoperta di un Amore che continua a vegliare su di noi e che si è manifestato in modo sublime nella croce di Cristo. Grazie ad esso noi conosciamo le reali intenzioni di Dio verso l'umanità: non vuole giudicarla e condannarla, ma salvarla perché la ama. Discepoli di un tale Maestro anche noi possiamo vivere la nostra vita nell'amore. Questo ci permette di camminare nella luce.

Testimonianza di Parola vissuta

UN "SAMARITANO" DEI NOSTRI TEMPI

Un amico mi raccontava che, tornando a casa una sera, su una strada scivolosa per la neve, aveva aiutato un ubriaco a rialzarsi da terra. Era febbricitante e, sorreggendolo, lo aveva accompagnato in una farmacia. Lì si erano resi conto che tremava. In breve, avevano chiamato un'ambulanza perché sospettavano che fosse contagiato.
Dopo qualche giorno, anche l'amico si è scoperto positivo al Covid-19. Nonostante la moglie lo avesse "rimproverato" per la sua imprudenza, lui era felice diaver aiutato qualcuno a non morire assiderato.
Ma la cosa non è finita lì. La farmacia lo ha rintracciato perché aveva ricevuto dall'ospedale la richiesta da parte di un paziente, di chi fosse stato l'uomo che l'aveva aiuta quella sera. Ricordava solo la farmacia. E il mio amico, quella sera, aveva appunto lasciato in farmacia il suo indirizzo nel caso avessero bisogno di altro. La farmacista, per telefono, aveva osservato che i "buoni samaritani" esistono ancora.

J.P. - Ucraina

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5a domenica di Quaresima (B) (17 marzo 2024)
Signore, vogliamo vedere Gesù (Gv 12,21)

Nella prima lettura di questa domenica, tratta dal profeta Geremia, ascolteremo l'annuncio di un'alleanza nuova, stipulata da Dio con il suo popolo. Noi cristiani possiamo leggere quella promessa alla luce della croce di Cristo, di quell'istante fondamentale in cui egli elevato da terra, ha attirato tutti a sé. Giovanni, lo sappiamo, chiama quell'istante decisivo l' "Ora" per eccellenza. A quest' "Ora" può accedere tutta l'umanità, rappresentata dai Greci, proseliti del giudaismo, che a Gerusalemme desiderano conoscere Gesù. E Gesù ai Greci annuncia l'imminenza della sua passione, morte e risurrezione.
Per illustrare la sua vicenda personale ricorre all'immagine del chicco di grano che, caduto in terra, deve morire per produrre frutto. Per quanto sembri sconcertante, per vincere la morte, Gesù deve lasciarsi inghiottire da essa. Proprio l'ora della croce, in cui viene denudato, inchiodato al patibolo, percorso dagli spasimi dell'agonia, è l'ora della gloria.
Il discepolo sa che la strada del Maestro è anche la sua. Anche lui deve "perdere" la propria vita, se vuole "trovare" una vita piena. Anche lui è chiamato a spezzare la sua esistenza se desidera vederla trasfigurata dalla bontà di Dio. E sappiamo che nessuno può affrontare la croce e la morte se non è sorretto da una fiducia incrollabile in Dio, se non è disposto ad abbandonarsi a Lui, certo di essere in buone mani. Ecco allora che la parola del Vangelo ci invita a fare nostra la richiesta dei Greci: "Vogliamo vedere Gesù", vogliamo cioè "credere" e affidarci alla sua grazia e alla sua "scuola", per fare anche della nostra vita un "dono", come è stato Gesù, come sono i nostri "fratelli maggiori" i santi.

Testimonianza di Parola vissuta

CAMBIO DI MENTALITÀ

Quando mio marito mi comunicò la sede dove aveva vinto il concorso come ingegnere comunale, reagii in modo negativo. Infatti, quel Comune era noto per la forte presenza mafiosa. Comunque ci trasferimmo lì, con i figli adolescenti.
Nei primi tempi l'accoglienza fu calorosa, ma col passare del tempo, ogni qualvolta mio marito si opponeva a qualche ristrutturazione, non tardavano ad arrivare minacce via telefono. Le prime volte perdevo la pace, poi mi ci abituai. Più volte ipotizzammo di trasferirci in posti più tranquilli, ma sempre i figli insistevano per restare. Una volta chiesi perché erano così convinti e la risposta mi lasciò senza parole: "Gesù diceva di essere venuto non per i sani… e noi vorremmo rimanere accanto ai nostri compagni di scuola che sono il futuro. Cambiare mentalità non è facile, ma bisogna che qualcuno cominci".
Passarono gli anni. Oggi i nostri figli sono sistemati nel paesino dove viviamo. Con le loro famiglie cercano di vivere con coerenza e onestà. Non è poco. E si vede.

Z.M.C. – Italia

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Domenica delle Palme (B) (24 marzo 2024)
Davvero quest'uomo era figlio di Dio! (Mc 15,39)

La passione secondo Marco, che ascoltiamo in questa domenica delle Palme, può essere suddivisa in tre parti: gli ultimi momenti di Gesù con i suoi discepoli; il processo; la morte. Il racconto della crocifissione, con la morte del condannato Gesù, contiene la scena vertice di tutta la narrazione. Marco lo dice senza giri di parole: "Avendolo visto spirare in quel modo…". In effetti quello che appare guardando Gesù condannato, è uno stile, un modo di vivere, di reagire, degli atteggiamenti e dei comportamenti che decisamente sconcertano.
Leggendo il vangelo di Marco ci accorgiamo che Gesù non ha opposto resistenza, si è lasciato condurre, non ha risposto alle accuse. La sua vita intera, corpo e sangue, viene versata nel "tesoro" di Dio "per la moltitudine". Ha la percezione lucida di quanto sta accadendo: "ecco il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori". I discepoli lo abbandonano, Pietro lo rinnega. E tuttavia Gesù rimane padrone di sé, va fino in fondo.
Le umiliazioni, le percosse, gli insulti, le provocazioni, non accendono in lui né risentimento, né rancore, né desiderio di vendetta. Tutto questo sconcerta, ma ispira una professione di fede sorprendente: Dio si è rivelato nella debolezza, nella fragilità di un condannato che ha continuato ad amare, sino alla fine, nonostante tutto. Dio si è manifestato non nell'esibizione della forza, ma nella vicenda di uno che ha accettato di offrire la sua vita per tutti gli uomini. Ecco cosa colpisce il centurione. Ecco cosa lo convince di trovarsi davanti al Figlio di Dio. E nelle sue parole possiamo riconoscere anche noi. Sarà l'amore a pronunciare l'ultima parola sulla storia, quell'amore sempre indifeso ed esposto, ma, proprio attraverso la sua fragilità, capace di cambiare i cuori.

Testimonianza di Parola vissuta

EDUCAZIONE ALLA PACE

I miei bambini di sette e cinque anni giocavano incuranti di ogni pericolo. Non feci in tempo a raggiungerli, dopo l'esplosione della granata, che giacevano tutti e due sanguinanti. Li raccogliemmo e via all'impazzata, verso l'ospedale. Dentro di me un accavallarsi di sentimenti: sgomento, paura, dolore… ma dovevo occuparmi dei bambini e trasmettere loro pace. Lui aveva delle schegge nel capo e fu operato d'urgenza, lei era meno grave.
Di notte, vegliavo al loro capezzale. Ogni tanto si lamentavano, assaliti da incubi: "Perché ci hanno fatto questo?". Cercavo le parole giuste per far capire che chi aveva sparato era certamente qualcuno che aveva molto sofferto, forse non aveva i genitori, forse voleva solo distruggere i cannoni che stavano dalla nostra parte… Quando i bambini si assopirono, cominciai a pregare, ad affidarli a Dio e chiedere che non rimanesse in loro odio.
Oggi, dopo decenni, a proposito di quell'episodio doloroso, mio figlio lo considera un incentivo a dare il suo contributo per la pace nel mondo.

R.S. – Libano

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