Religion on line, on line religion?



Il diaconato in Italia n° 173
(marzo/aprile 2012)

RIQUADRI


Religion on line, on line religion?
di Giuseppe Giordan


Religion online e online religion: la prima fa riferimento a tutte quelle istituzioni religiose che utilizzano il web come uno strumento di comunicazione, certo più potente e sofisticato degli altri strumenti di comunicazione, ma pur sempre uno strumento che funziona secondo la logica di emittente-ricevente. La religion online è il semplice prolungamento su internet di quanto già esiste nella realtà, e la principale attività che gli internauti che si collegano a questi siti possono svolgere è consultare informazioni o scaricare materiale su tematiche religiose.
Diversa è la situazione della online religion: in questo caso gli individui si collegano tra di loro in comunità virtuali, più o meno flessibili, all'interno delle quali i contenuti religiosi si costruiscono e si modificano nell'interazione tra gli stessi internauti. Il web non è più un semplice strumento, ma un vero e proprio ambiente nel quale praticamente chiunque, senza alcuna restrizione, può interagire e dire la sua tramite i social network, nel rimbalzo incontrollato di opinioni, credenze e provocazioni. Inutile dire che è proprio sulla frontiera in continua evoluzione della online religion che si giocano le sfide più rilevanti per chi è interessato al rapporto tra internet e religione: è in tale ambiente «virtuale» che possiamo verificare, da una prospettiva socio-culturale, come internet possa cambiare il modo tradizionale di intendere la religione e, più in generale, il rapporto con il sacro...
Le informazioni a carattere religioso nel primo caso si formano secondo procedure e modalità più o meno istituzionali e tradizionali al di fuori del cyberspazio; nel secondo caso internet si fa promotore della possibilità di elaborare credenze e di partecipare a dei riti che vengono creati solamente nel cyberspazio, e che non hanno quindi alcun legame con la realtà. Tali distinzioni, precise e nette dal punto di vista teorico, hanno poi bisogno di essere elaborate quando si vanno a esplorare i siti a carattere religioso: entrambi gli autori, del resto, riconoscono che visitando siti come le cyber-chiese-moschee-templi-sinagoghe le differenze tra la dimensione «reale» e quella «virtuale» sfumano considerevolmente. Quando i luoghi di culto tradizionali vengono riprodotti sul web, infatti, il loro riferimento alle specifiche tradizioni storiche offline non viene cancellato, ma nell'online, a seconda di come l'ambiente si configura, questi luoghi di culto possono essere più o meno aperti alle libere reinterpretazioni degli internauti. Tuttavia, comunque si definisca tale relazione tra il web inteso come semplice strumento o come ambiente con caratteristiche specifiche, la questione di fondo ci sembra posta: internet è in grado di generare forme religiose specifiche?

(Dio a portata di mouse, www.credereoggi.it)




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