Settimana delle Ceneri


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In cammino verso la Pasqua

Meditazioni quotidiane ispirate alla liturgia di ogni giorno
di fr. Tarcisio Luigi Colombotti ofm


Introduzione


Settimana delle Ceneri

     Mercoledì delle Ceneri
     Giovedì delle Ceneri
     Venerdì delle Ceneri
     Sabato delle Ceneri



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Introduzione

La Quaresima si presenta alla Comunità cristiana come una "scuola vitale" di formazione nello Spirito e cioè: annuncio di salvezza e salvezza attuale-presente e quindi coinvolgente nell'oggi della Chiesa celebrante. Il progetto formativo ha due fondamenti: l'Eucaristia e la Liturgia delle Ore. L'una e l'altra però trovano il loro perno gravitazionale nelle pericopi evangeliche di ogni giorno: così le Domeniche danno le grandi tappe del cammino e le ferie i passi quotidiani che costruiscono gradualmente nei discepoli, la statura di Cristo.
La salita verso la Pasqua allora si manifesta come un cammino che inizia da una chiamata-decisione di conversione e si sviluppa alla scuola della pedagogia liturgica intenzionata a formare nel cristiano l'autentica conformità a Cristo.
Camminando al passo della liturgia ogni giorno presento una meditazione sostando prevalentemente su alcuni passi dell'Ufficio delle letture e della liturgia della parola della messa del giorno. Il confronto quotidiano con la Parola ci aiuterà a rinnovarci nello Spirito per una celebrazione pasquale in novità di spirito.

NB. – All'interno di ogni meditazione non metto nessun riferimento di citazioni bibliche o patristiche al fine di non appesantire il testo stesso. Si possono trovare o nelle letture della messa del giorno o nell'Ufficio delle letture.


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Mercoledì delle Ceneri

La Santa Quaresima è un laborioso cammino verso la Pasqua: Protesi alla gioia pasquale, sulle orme di Cristo Signore, seguiamo l'austero cammino della santa Quaresima. E camminiamo tenendo gli occhi fissi sul Christus passus, sull'uomo dei dolori. Scrive san Clemente romano: "Teniamo fissi gli occhi sul sangue di Cristo, per comprendere quanto sia prezioso davanti a Dio suo Padre: fu versato per la nostra salvezza e portò al mondo intero la grazia della penitenza".
Il Cristo crocifisso è l'icona che la liturgia propone alla nostra venerazione con il primo Invitatorio: Venite adoriamo Cristo Signore: per noi ha sofferto tentazione e morte. San Francesco chiamandolo l'Amore non amato coglie tutta la profondità della crocifissione, il segno più alto dell'amore di Dio verso l'uomo. Avendo amato i suoi, li amò fino alla fine, fino al culmine di dare la vita. Non c'è amore più grande di Colui che da la vita per…! Davanti a questa drammatica e sconvolgente icona la liturgia, nel secondo Invitatorio ci dice di aprirci all'ascolto: Ascoltate, oggi, la voce del Signore: non indurite il vostro cuore. Si può resistere alla voce dell'Amato? Per seguirlo occorre cambiare rotta, direzione, occorre una virata forte che avviene solo con la conversione del cuore. Ed ecco il grido del profeta: Convertitevi, e fate penitenza, fatevi nuovi nel cuore e nello spirito. Il fascino di questo richiamo impregnato d'amore diventa irresistibile e fa cantare alla chiesa in preghiera: Il mio cuore è pronto per te, per te, mio Dio. E subito l'orante si sente avvolto come in un manto di salvezza e di giustizia e, tutto trasformato in creatura santa, la sua vita diventa un canto di lode al Signore in un cammino di rinnovata fedeltà ai suoi comandamenti. La gioia di questa trasformazione, opera della grazia, è immensa perché la Chiesa orante si riscopre un popolo consacrato al Signore, scelto per essere privilegiato fra tutti i popoli, riscattato dall'Egitto e che Dio ama con fedeltà indefettibile.
Consapevoli di essere oggetto di tanta predilezione viviamo nella gioia anche durante il tempo della penitenza e quando digiuniamo non ci mostriamo tristi, come gli ipocriti. Il nostro Dio è il Vivente, Colui che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.
Siamo solo al primo giorno del grande tempo della conversione e della penitenza: lo vogliamo vivere attendendo alla salvezza con timore e tremore per essere irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati per splendere come astri nel mondo ed essere testimoni visibili del vangelo della gioia, attenti ai poveri senza che la sinistra sappia quel che fa la destra, felici solo di essere visti e benedetti dal Padre. In questo sta la nostra beatitudine.

Preghiamo. Concedi, Signore, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per Cristo Signore nostro.


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Giovedì delle Ceneri

In un discorso sulla Quaresima san Leone magno diceva ai cristiani di Roma: "ora ci viene chiesto un completo rinnovamento dello spirito: sono i giorni dei misteri della redenzione umana e che precedono più da vicino le feste pasquali". L'uomo si rinnova quando incomincia ad uscire da se stesso, quando compie un esodo verso la terra promessa, verso la novità del vangelo. Il punto di partenza che ci provoca ad uscire verso un modo nuovo di vivere è la consapevolezza che siamo ancora troppo soggetti ad una schiavitù che rende amara la nostra vita ed avvertiamo sempre più insistente il desiderio e il dovere di un rinnovamento quotidiano che ci liberi dalle incrostazioni proprie alla nostra condizione mortale perché nessuno nel giorno della redenzione si trovi ancora invischiato nei vizi dell'uomo vecchio. Come le donne ebree in Egitto, dobbiamo ritornare a temere Dio, a respingere i ragionamenti umani per ascoltare solo la Parola e i comandi del Signore perché solo Lui ci redime e ci salva.
Egli ci propone due vie e rispetta la libertà delle nostre scelte. "Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso". La proposta è accattivante e ciò che più convince è il movente di queste parole: un amore infinito per l'uomo che Dio, vuole del tutto felice e realizzato. Aveva sognato un capolavoro di uomo, è stato deluso, ma lo vuole ricostruire perché sia ancora in grado di realizzarsi secondo il suo progetto delle origini; ma ora non saranno più i comandi e la Legge a fare l'uomo grande davanti a Dio bensì la sequela di una persona: Gesù di Nazaret. "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua". Anche in questo nuovo progetto di vita si tratta di compiere un esodo, non più da una terra all'altra ma da se stesso per rinascere creatura nuova, un esodo che chiede di lasciare tutto, di saper perdere addirittura la vita per Gesù. "Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà". L'uomo che fiorirà sarà l'uomo salvato, cioè santo e immacolato davanti a Dio.
E allora è tempo di prendere sul serio i nostri impegni battesimali se non vogliamo rovinare noi stessi con le nostre mani. "Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?".

Preghiamo. Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per Cristo Signore nostro.


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Venerdì delle Ceneri

Prima ancora che noi decidessimo di seguire Cristo portando la nostra croce il Signore Dio aveva già preparato una persona capace di guidare alla libertà il suo popolo schiavo in Egitto: Mosè.
Ma aveva anche predisposto un segno nel quale ogni uomo che crede in Gesù Signore Figlio di Dio, possa essere salvato: il battesimo. Mosè salvato dalle acque è profezia di ogni uomo e donna che, immersi nelle acque del fonte battesimale incontrano il Cristo morto e risorto e rinascono a nuova vita perché salvati. Ogni cristiano è un Mosè, un uomo salvato dalle acque. Con la salvezza accolta nel Battesimo inizia una vita nuova alla sequela di Cristo.
Durante questo tempo santo iniziato con la decisione di seguire più fedelmente il Cristo siamo frequentemente invitati a rivedere il nostro modo di essere suoi discepoli. È venerdì, giorno in cui per tradizione antichissima si pratica l'astinenza dalle carni quale segno di penitenza in comunione con tutti i cristiani del mondo. È un segno di austerità, di vita sobria, di attenzione ai poveri: rinuncio al consumo di un pasto per offrirlo a chi soffre la fame. La scelta è significativa ed anche gratificante.
La Paola di Dio ci illumina sul digiuno che vuole il Signore: "Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi… forse questo vorresti chiamare digiuno gradito al Signore? Questo è il digiuno che voglio: rimandare liberi gli oppressi …dividere il pane con l'affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo. …Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!".
I Santi Padri nella linea della Scrittura ci insegnano che bisogna digiunare dai vizi piuttosto che dai cibi. Che senso avrebbe fare una rinunzia materiale se non c'è uno spirito convertito? La riscoperta dell'interiorità, del nascondimento, dell'umiltà, dell'amore fraterno, silenzioso e provvidente: questo cambia il volto della Comunità cristiana, questa è la luce che attende l'uomo disorientato e incattivito ma pur sempre assetato di gesti veri, autentici e di una testimonianza propositiva che conquista.
Forse questo vorresti chiamare digiuno gradito al Signore? Quando questa parola mi ha raggiunto, una lancia a doppio taglio mi è penetrata nel cuore, mi ha smascherato davanti a me stesso, ho capito che doppiezze e scuse non tenevano più. Era giunto il tempo della verità, il tempo del rapporto vero col mio Signore ed insieme la certezza che ero finalmente nella condizione di gridare ed essere aiutato.

Preghiamo. Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all'osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per Cristo nostro Signore.


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Sabato delle Ceneri

«Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». Terra Santa, frammento dell'universo sul quale si colma la distanza tra il Creatore e la creatura, luogo dell'incontro più inaudito e sconvolgente di Dio con l'uomo, non lo puoi calpestare, lì devi essere nudo come nell'Eden, senza maschere, senza diaframmi che separano perché Lui, il Dio che ti ha creato ti vuole vedere così come sei uscito dalle sue mani, nella tua verità, come Lui si fa conoscere dall'uomo pronunciando il suo Nome, rivelando la sua identità. Davanti a Lui che ti chiama per nome perché ti conosce e ti ama da sempre, dovresti dire solo: "Eccomi", come Mosè, come Maria. Infatti "In principio Dio plasmò Adamo non perché avesse bisogno dell'uomo, ma per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici". Puoi anche rifiutarti di aprirti alla sua chiamata e firmi la tua condanna. Se accogli la sua Parola scopri di essere depositario di una fiducia incredibile perché ti affida una missione che renderà felici i tuoi fratelli, il mondo intero. A Mosè è affidata la liberazione di Israele e la guida del popolo verso la libertà nella Terra Promessa; Maria è chiamata alla Divina Maternità e Colui che nascerà da Lei per opera dello Spirito Santo, con la sua Pasqua darà inizio alla Nuova ed eterna Alleanza aprendo all'uomo il cammino verso una gioia che più nessuno ci toglierà. Agli Apostoli il Cristo Signore consegna la Parola e i Sacramenti perché la salvezza sia annunciata e donata a tutti i popoli della terra e in tutti i tempi fino al suo Ritorno.
Percorrendo da umili pellegrini la Terra di Gesù, nella luce accecante della sua luminosità naturale, riscopri lo splendore della verità, ne gusti il sapore, rifiorisce in te la volontà di seguire Colui che è Luce e Verità, che ti ha amato fino al culmine di dare la vita e senti bruciare dentro di te un fuoco divorante che ti riporta al Sinai, a quel roveto dal quale ha parlato, al pellegrinare nel deserto verso la libertà, condotto dalla colonna di fuoco, alla beata Pentecoste che ti trasforma dal dentro e ti manda sulle strade del mondo ad annunciare che il Signore è Risorto e tu sei salvo. Scelto per questo esaltante servizio, diventi luogo dell'effusione di benefici inattesi. S. Ireneo dice: "Dio ricerca il servizio degli uomini per avere la possibilità, lui che è buono e misericordioso, di riversare i suoi benefici su quelli che perseverano nel suo servizio. Mentre Dio non ha bisogno di nulla, l'uomo ha bisogno della comunione con Dio".
La ricerca dell'uomo conduce Dio a farsi uomo, a camminare su quella terra ancora più santa perché percorsa dal Figlio stesso di Dio che, per salvarci non ha vergogna di mangiare con i peccatori: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano". Udite queste parole del Figlio di Dio essere misericordioso con i fratelli, segno palpabile della Provvidenza verso i poveri e sincero cultore del suo Nome chiamando "il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore" e credente, fa sì che anche la mia terra, quella della ferialità, sarà Terra Santa.

Preghiamo. Guarda con paterna bontà, Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e a nostra protezione e difesa stendi il tuo braccio invincibile. Per Cristo nostro Signore.



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